giovedì 12 settembre 2013

 Aforisma di 
  •                               Paulo Coelho


  • l Cammino di Fisterra e Muxía è, dopo quello Francese, l’itinerario con più riferimenti nella letteratura odeporica. Il racconto più antico è quello di Jorge Grissaphan, cavaliere magiaro del Trecento, che narra le sue peripezie come pellegrino ed eremita a Fisterra. Alla fine del Quattrocento, il polacco Niccolò von Popplau pellegrina a Muxía, dopo aver raggiunto Compostella, e descrive i resti della “barca rovinata, fatta di sola pietra”, della Madonna. Il veneziano Bartolomeo Fontana (XVI secolo), nel suo pellegrinaggio dall’Italia, visita Fisterra e afferma che coloro che saranno liberi dal peccato mortale potranno muovere con un dito le pietre della “barca” di Muxía. Domenico Laffi (XVII secolo), erudito chierico bolognese, andò anche a Fisterra e parlò del faro per orientare i navigatori nelle difficile acque della zona. In molti di questi racconti si fa riferimento al monte di San Guillermo, leggendario eremita della zona, il cui eremo, oggi scomparso, veniva associato a riti di fecondità. Nelle pagine seguenti si mostrano le particolarità di questa rotta jacopea che, al contrario di tutte le altre, ha nella città di Santiago la sua origine. In questo caso, le mete sono il capo di Fisterra e il santuario di A Barca, a 89 e 87 chilometri da Compostella, rispettivamente.










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